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EMIGRAZIONE TRA LA NOSTRA GENTE

Tra le storie d'emigrazione delle nostre genti, nelle nostre vallate piacentine abbiamo avuto persone che oltre alla spinta motivazionale di ricerca di condizioni di vita migliori, hanno messo in campo anche un forte impegno politico e democratico in periodi storici difficili e complicati, parliamo di un nostro conterraneo del territorio bettolese, Giuseppe Stragliati. Giuseppe nacque a Groppo Ducale nel 1880, figlio di Pietro e Maria Sartori; Stragliati dopo un periodo di studi nel seminario vescovile di Piacenza emigrò in Francia nel 1905, si sposò e mise su famiglia con Adele Luisa Michelini figlia di emigranti italiani a Parigi, dal matrimonio nacquero due figli. Stragliati allo scoppio della prima guerra mondiale dovette rientrare in Italia per combattere tra le fila dell'esercito italiano; finito il terribile conflitto mondiale rientrò nella sua Parigi e diede slancio al suo impegno politico, fondando la prima sezione estera del Partito popolare Italiano con sede nella sua casa parigina a Rue de Flandre 147. Giuseppe Stragliati fu uno dei principali collaboratori di Don Luigi Sturzo che fù il fondatore nel 1919 insieme ad altri attivisti del PPI ( Partito Popolare Italiano). Stragliati in quel tormentato periodo storico ebbe costanti ed intensi rapporti d'amicizia ed impegno politico con Don Sturzo, testimoniati da un corposo carteggio epistolare tra i due e che proseguì anche dopo la fine dell'esperienza politica di Stragliati nel PPI. Con l'avvento della dittatura fascista in Italia insieme ad altri dirigenti del partito Popolare quali : Donati, Russo, Ferrari, Sturzo, cercò di tenere le fila del PPI in esilio per contrastare la deriva democratica che purtroppo il popolo italiano stava subendo. Nella sua casa ospitò fino alla morte il suo amico giornalista Giuseppe Donati tuttora considerato uno dei pionieri del giornalismo d'inchiesta italiano, si affiancò a lui e lo aiutò nelle inchieste e nelle iniziative editoriali come: "Dovere Agence", "L'esilio", "Il pungolo", In particolare poi lo Stragliati fù redattore ed amministratore del quindicinale " Dovere Agence" dedicato al "fuoriuscitismo"; un fenomeno in generale per cui gli oppositori di un regime sono costretti a fuggire all'astero per potere continuare la lotta politica aperta o in clandestinità. Nel 1926 Stragliati grazie alla sua posizione e rete di contatti a Parigi in virtù anche della sua attività nel campo della ristorazione che aveva in loco creò un vero e proprio comitato d'assistenza per i fuoriusciti italiani e lo trasformò nel 1927 insieme al suo amico politico e giornalista francese Marc Sangnier nel " Comitè de secours aux refuges politiques italiens" In casa Stragliati nacque il primo diagramma delle forze del segretariato popolare e presso di lui si svolsero molte attività del partito Popolare Italiano in esilio. In seguito poi questo suo fervore politico venne meno causa l'avvicendarsi degli eventi di quel triste periodo storico verso il popolarismo, l'osservanza dei precetti cattolici e della impostazione cattolico-democratica, andò quindi spegnendosi specie a causa dell'atteggiamento ritenuto troppo morbido delle gerarchie clericali vaticane ed in particolare di Papa Pio XI di fronte alla dittatura fascista in Italia e alle guerre d' Etiopia e Spagna. Rimase comunque amico di Don Sturzo, ma al contempo il suo attivismo politico si volse verso un orientamento socialista, arrivando a militare nella sinistra popolare, vedendo poi con benevolenza anche la Russia bolscevica. Confessò poi in una missiva allo Sturzo che il sistema staliniano " è fascismo bello e buono". Nel 1939 a Lugano pubblicò un romanzo in parte autobiografico " la Lesina di San Nuvolone"si spense nel 1962 in Francia. In conclusione a mio modesto avviso lo Stragliati meritebbe per il suo impegno politico e fervore democratico contro la dittatura fascista e l'impegno nel Partito popolare e nella protezione dei fuoriusciti italiani perseguitati dal regime fascista, un maggiore riconoscimento storico alla sua levatura morale e figura politica che non mi sembra di avere riscontrato durante la mia ricerca.

MANSUETO ANTOINE LEONARD BOIARDI

Mansueto Antoine Leonard Boiardi ( cugino di mio nonno Cesare) nasce ai Sartori di Vigolo di Bettola ( Piacenza) nel 1877, figlio di Giuseppe Antonio Boiardi e Carini Luigia entrambi di Bettola. Successivamente i suoi genitori emigrano quando lui è ancora piccolo in Francia a Saint Ouen ( Paris). Si sposa nel 1904 con Albertine Eugenie Froment, dalla loro unione nasceranno 5 figli : Louise, Sylvain, Georgette, Albert, Denise. Questo diciamo sarebbe abbastanza ordinario, infatti all'età di 37 anni quando nel 1914 inizia la prima guerra mondiale decide per aiutare la nazione che lo ha adottato entrando nella Legione Straniera corpo storico dell'esercito francese ( composto da persone delle più diverse nazionalità) . Partecipa anche alla sanguinosa battaglia di Verdun una delle più cruente dell'intero conflitto mondiale, famosa purtroppo per avere avuto il maggior numero di morti per metro quadrato. Nell' arco della prima guerra mondiale subisce una frattura al femore, viene ferito da una pallottola al fianco, e rimane anche intossicato dall'utilizzo sui campi di battaglia del temibile gas nervino, viene decorato con la croce di guerra, successivamente, verrà insignito nel 1954 con la massima onoreficenza francese : la Legione d' Onore. Una volta congedato si dedicherà nella vita civile all'imprenditoria edilizia. Muore all'età di 81 anni a Saint Ouen dove è attualmente sepolto. Questa è una delle tante storie di emigrazione di tanti nostri valligiani che affrontando le difficoltà di essere in un paese straniero si sono fatti onore i tanti settori della vita sia civile che militare, dando segno tangibile di lealtà anche verso i paesi dai quali sono stati accolti. Il legame con Bettola la Val Nure e l'Italia è ancora forte i suoi discendenti oltre a mettersi in contatto con me recentemente sono venuti a cercare le origini di questo loro avo nel nostro comune, dimostrando che la radice comune non si dimentica mai.

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