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LA RIBIOLA DELLA BETTOLA: DALLA VAL NURE ALLA CORTE DEL RE DI SPAGNA.

Forse ai nostri tempi, presi dal logorio della vita moderna come recitava in uno notissimo spot degli anni settanta di un amaro, l' attore Ernesto Calindri ci siamo forse un pò dimenticati di quella che fino a non molti decenni fa' era la vita rurale fatta di duro lavoro contadino di allevamento di bestiame che specie nelle nostri valli piacentine ancora prima dell' arrivo dei romani era prevalentemente ovino e caprino, poi successivamente nei secoli si andò trasformando in allevamento bovino; a testimonianza di questa antica pratica di allevamento spesso nelle nostre valli appenniniche si riscontrano antichi sentieri o percorsi di transumanza, casolari, ecc, che davvero ci riportano indietro nel tempo, a ricordarci queste arcaiche forme di allevamento abbiamo anche dei toponimi come ad esempio la località di " Centopecore" nel comune di Farini. Ebbene con gli allevamenti crebbe anche una produzione casearia familiare tradizionale che nei secoli è arrivata fino a noi, come ad esempio " La Ribiola della Bettola" che viene elencato nell' apposita sezione nel sito ufficiale della nostra regione : https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/.../ribiola..., che pone questo formaggio nelle produzioni di qualità, in particolare sotto la sigla: PAT ( prodotto agroalimentare tradizionale inserito nell'elenco dei prodotti tradizionali presso il ministero delle politiche agricole) che viene ancora prodotta nella zona areale di Val Nure e Val Trebbia; prodotti di nicchia forse, ma che essendo delle eccellenze alimentari vanno giustamente tutelati in quanto rischiano di scomparire. Un formaggio la Ribiola della Bettola che trae le proprie origini storiche nel nostro territorio, nella nostra valle, ed era preparato con latte di pecora o anche di vacca e pecora insieme, un prodotto che usualmente andava consumato fresco, oppure veniva conservato in contenitori di vetro coperti di olio e tenuti a stagionare fino a quando non diventava piccante. In particolare poi per questo procedimento il formaggio subiva una mantecatura nel vino bianco. Sappiamo da documenti citati da padre Felice da Mareto che nel 1803 davanti all'antica chiesa di Santa Maria della Quercia, sulle cui resti fu edificata nel 1954 l'attuale cappella dell' apparizione della Madonna della Quercia ( Bettola) nel giorno di San Fermo ( il 9 agosto) si svolgeva una rinomata fiera cui accorrevano bottegai piacentini e forestieri per provvedersi di formaggio pecorino. La zona vantava infatti " la gloria di essere l'unica nello stato piacentino per la produzione dei formaggi pecorini detti Ribbioli della Bettola." Anche il famoso nostro Cardinale nostrano Giulio Alberoni, divenuto Ministro del re di Spagna, si serviva ricevendo le diplomazie europee della buona tavola piacentina; facendo arrivare dal ducato di Parma e Piacenza gli ingredienti più adatti per queste colazioni di lavoro. Dalle lettere del Cardinale Alberoni: “- non mancate di inviare alcune Robiole chiamate da sua Maestà “della Bettola”. Pezzi gloriosi di passato, a ricordarci la nostra vera grandezza, che meriterebbero di essere maggiormente conosciuti

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